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Due parole sull'Eucaristia e sulla Comunione

CHE COS'E' L'EUCARISTIA?

Lasciamo parlare San Josemaría

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"FARE LA COMUNIONE"

Fare la Comunione è un'espressione molto usata che indica il ricevere l'Eucaristia, ossia mangiare -si tratta proprio di assumere un Cibo- il Corpo di Nostro Signore Gesù Cristo.
Indica una relazione profonda, fatta di intimità fisica e spirituale, con Gesù.

L'Eucaristia è il primo e più grande alimento della fede.

Ma come un qualsiasi alimento del corpo ha bisogno che il corpo sia in condizioni di riceverlo e assimilarlo, così l'alimento dell'Eucaristia ha bisogno che l'anima sia in condi­zioni di riceverlo e assimilarlo.

E come un corpo infermo può rigettare un cibo o essere danneggiato da esso, così un'anima inferma, non guarita nel sacramento della confessione, può rigettare l'Eucaristia o es­serne danneggiata. Lo afferma San Paolo: Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna. (1Cor 11, 28-29).

Perciò «Chi è consapevole di aver commesso un peccato grave, deve ricevere il sacramento della Riconciliazione prima di accedere alla Comunione». 

IL DIGIUNO EUCARISTICO

È prescritto che si debba essere digiuni da almeno un’ora (l’ora deve essere iniziata prima del momento della Comunione ma è bene che inizi almeno prima dell’inizio della Messa).

Il tempo di digiuno è soprattutto tempo di preparazione a ricevere il Signore, perciò è opportuno anche astenersi da tutto ciò che distrae dal raccoglimento: dire parolacce, fare di­scorsi vani, fumare, fermarsi ad guardare televisione o giocare al computer, … insomma è prepararsi a qualcosa di grande, di divino, con semplicità di cuore. 

 

LA CONFESSIONE PRIMA DELLA COMUNIONE

Sul sacramento della Confessione e il consiglio della confessione frequente anche per il peccati veniali vedi l'articolo a parte.
Ci si può accostare a ricevere l'Eucaristia anche per vari giorni consecutivi, ma (l'ho già detto prima) chi è consapevole di essere in peccato mortale, per quanto pentito, non può fare la Santa Comunione, ma deve premettere la Confessione.


COME SI RICEVE LA COMUNIONE 

Lo sguardo sia sempre rivolto al Signore sacramentato, non al sacerdote.

Quando si esce dal banco per andare a ricevere l'Eucaristia, è opportuno iniziare a pregare. Si possono ripetere nel  cuore le parole di Tommaso quando vide Gesù risorto: “Mio Signore e mio Dio” (Gv 21,28). Si possono ripetere preghiere come il Padre Nostro e l’Ave Maria. Si può cantare il canto che viene proposto. Si evita di guardare in giro, per salutare qualcuno o per distrarsi, di camminare dondolando o con le mani in tasca. Altrettanto occorre fare quando si torna al proprio posto. Perciò: RACCOGLIMENTO.


Comunione sulla lingua o sulla mano.

Ricevere la Comunione deponendo la particola sulla lingua rimane il modo primario. 

Prima di ricevere l'ostia consacrata il fedele fa un leggero inchino con la testa o si pone in ginocchio -si trova di fronte a Dio-, e appena il sacerdote la presenta dicendo: "Il Corpo di Cristo" il fedele dice "Amen" e mette leggermente fuori la lingua con la bocca semiaperta.

Ricevuto il Corpo del Signore il fedele torna al proprio posto.


Comunione sulla mano.

Il fedele che desidera ricevere la Comunione sulla mano presenta al sacerdote entrambe le mani, una sull’altra (la sinistra sopra la destra) e mentre riceve con rispetto e devozione il Corpo di Cri­sto risponde "Amen" facendo un leggero inchino.

Entrambe le mani devono esprimere un gesto di accoglienza, non possono restare appoggiate al corpo ma devono essere protese verso il sacerdote.

Quindi, davanti al sacerdote, o appena spostato di lato per consentire a colui che segue di avanzare, porta sulla bocca l'ostia consacrata prendendola con le dita della mano destra dal palmo della mano sinistra.

Si raccomandi a tutti, in particolare ai bambini e agli adolescenti, la pulizia delle mani e la compostezza dei gesti, anch'essi segno esterno della fede e della venerazione interiore verso l'Eucarestia.
(C.E.I. La Comunione Eucaristica, 19 luglio 1989)


Altre osservazioni per la Comunione sulla mano (visti gli errori più frequenti).


Le mani devono essere pulite e senza creme (dell'anima pulita e della compostezza dei gesti ho parlato sopra).

Non si devono indossare guanti o portare altri oggetti (chiavi, libretti, rosari, ecc.).
Se si hanno in braccio bambini o borse, o altri oggetti che impediscono di protendere le mani verso il sacerdote,
o se una mano è fasciata o medicata è meglio ricevere la Comunione in bocca.

Si guarda l'Ostia e non il sacerdote.

Non si prende l'Ostia dalle mani del sacerdote ma la si riceve sul palmo della mano.

Non si risponde "grazie" ma "Amen".

L'Ostia non si stringe tra le mani, non la si "accarezza", non la si porta via
e non si spezza per nessun motivo prima di portarla alla bocca.

Non si voltano le spalle al sacerdote quando si porta l'Ostia alla bocca.

Non si porta alla bocca l'Ostia mentre si cammina.

L'Ostia si porta alla bocca con le dita della mano destra e non con il palmo della mano,

Qualora sulla mano rimanessero frammenti anche piccoli di Ostia,
devono essere ingeriti e non dispersi perché sono Corpo del Signore.
E' quindi doveroso verificare ogni volta che si riceve la Santa Comunione
che non siano rimasti frammenti sul palmo della mano.


IL RINGRAZIAMENTO

Férmati, anche dopo il termine della Messa, per ringraziare il Signore del dono che ti ha fatto.
Le specie eucaristiche rimangono per almeno dieci minuti dentro di noi prima che siano dissolte.


Una piccola storia.
S. Filippo Neri aveva notato un uomo che, appena ricevuta la Comunione, se ne usciva dalla chiesa senza aver fatto un minimo di ringraziamento.
Una mattina Filippo chiamò due chierichetti e diede a ciascuno di loro un cero acceso, con l’incarico di seguirlo fuori dalla chiesa. Come quell'uomo, ricevuta la Comunione, si avviò per uscire. I due chieri­chetti lo seguirono uno a destra, l'altro a sinistra: accompagnavano il Signore presente in quell'anima!
San Filippo diceva: "Non bisogna aver fretta dopo la Comunione. Il tempo dato a Gesù per il ringraziamento vale più di tutto il tempo che daremo alle no­stre piccole cose nella giornata".

 

Che cosa Gli dico dopo la Comunione?

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LA COMUNIONE AGLI ANZIANI E AI MALATI

La chiesa favorisce la partecipazione dei fedeli, in modo particolare dei malati, alla Comunione eucaristica; nello stesso tempo ribadisce il dovere di «visitare gli infermi» da parte dei Pastori e non dispensa i sacerdoti di assistere spiritualmente i malati, soprattutto mediante la celebrazione dei Sacramento della Penitenza e della Comunione sacramentale.

Per questo i sacerdoti della nostra Parrocchia sono sempre a disposizione per portare l'Eucaristia al malato che ne fa richiesta.

La Comunione eucaristica ai malati e agli anziani è una delle manifestazioni concrete della sollecitudine della Chiesa.

La Comunione ai malati è sempre in relazione con l'azione liturgica della santa Messa. Infatti essi, anche quando ricevono la Comunione fuori della Messa, prendono parte al convito pasquale e sono intima­mente uniti con il sacrificio in cui si perpetua il sacrificio della croce.

Per digiuno eucaristico,gli anziani e coloro che sono affetti da qualche infermità possono ricevere la santissima Eucaristia anche se hanno preso qualcosa entro l'ora antecedente.

 
 

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