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Il Sacramento dell'Ordine

 

LA VOCAZIONE AL SACERDOZIO

 

«I presbiteri sono, nella Chiesa e per la Chiesa, una ripresentazione sacramentale di Gesù Cristo Capo e Pastore, ne proclamano autorevolmente la parola, ne ripetono i gesti di perdono e di offerta della salvezza, soprattutto col Battesimo, la Penitenza e l’Eucaristia, ne esercitano l’amorevole sollecitudine, fino al dono totale di sé per il gregge, che raccolgono nell’unità e conducono al Padre per mezzo di Cristo nello Spirito» ( Beato Giovanni Paolo II, Pastores dabo vobis)

 

La vocazione.

 

Vocazione vuol dire “chiamata”. È la chiamata a realizzare un compito.

Dio ha un progetto per ciascuno di noi; progetto che ci rivela gradualmente.

La vocazione, infatti, non la costruisce l’uomo: è sempre iniziativa divina.

 

La prima vocazione -la vocazione cristiana- inizia con il Battesimo: è la chiamata alla santità.

 

Poi il Signore, una volta usciti dall’infanzia, indica a ciascuno –nei modi più diversi e spesso imprevedibili– quale strada seguire per realizzare il Suo progetto.

 

Una delle strade è il Sacerdozio.

 

Ecco le parole di Gesù nel Vangelo: “Non siete voi che avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga”. (Gv 15,16)

 

Come si conosce la volontà di Dio?

 

Per conoscere la volontà di Dio è necessario mettersi in atteggiamento di ascolto.

La preghiera è la migliore antenna per ascoltare la voce di Dio, anche se Dio può farsi sentire in altri modi.

 

Nella preghiera si chiedono molte cose. Altre volte c'è il ringraziamento o la lode; ma bisogna anche ascoltare e aprirsi alla Volontà di Dio, chederGli cosa vuole Lui da noi: “Signore, cosa vuoi che io faccia per te?”.

 

Ci sono molti che, purtroppo, non vogliono ascoltare, non pregano, hanno paura, non hanno coraggio di ascoltare il progetto di Dio e preferiscono il loro progetto personale.

 

Allora tu (passo alla prima persona singolare e ti do del tu) prova, qualche volta, a fare a Dio questa domanda coraggiosa. Sì, coraggiosa, perché la risposta potrebbe far saltare i tuoi progetti come li fece saltare a quei pescatori di Galilea e a tanti dopo di loro.

 

Il direttore spirituale.

 

Per avere le idee più chiare su ciò che hai colto nella preghiera è necessario un sacerdote che, dopo averti conosciuto e seguito (”quanto” non è possibile stabilirlo a priori) faccia una diagnosi dai sintomi che gli esponi. Ti dirà sicuramente di continuare a pregare. Ti darà qualcosa da leggere e meditare, ti darà dei consigli o ti chiederà di fare qualcosa (un ritiro, un pellegrinaggio, un'opera di carità o di distacco, …), ti inviterà alla confessione frequente e alla comunione, alla Messa quotidiana, alla penitenza, …

Poi (anche lui prega per capire) potrà dirti parole simili: “Dai sintomi che mi hai esposto, dal tuo modo di comportarti, dal tuo stile di vita, … penso che tu abbia la vocazione al sacerdozio”.

 

Don Roberto