Home Testi e articoli L'importanza del silenzio
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Articolo pubblicato su Orizzonte nel dicembre del 2006
Tutti sappiamo cosa vuol dire letteralmente il Silenzio. Vuol dire non parlare, vuol dire che non c' è rumore. Ma siamo mai andati al di là di questa definizione? Ci siamo mai chiesti cos'è il silenzio per noi? Forse molti di noi no, ed è per questo che vorrei condividere con voi alcune riflessioni in proposito.
Innanzitutto bisogna chiarire che la parola Silenzio contiene in sé moltissimi significati:
Silenzio è assenza di parole e suoni. Ma ciò non significa che non ci sia comunicazione. Anzi, è proprio col silenzio che si trasmettono i sentimenti più profondi, si esprimono emozioni, turbamenti, stati d'animo, ed è grazie a questo che si ha la capacità di costruire relazioni di qualità.
E' ascolto. Solo stando zitti possiamo davvero ascoltare. Solo stando zitti riusciamo a conoscere veramente noi e gli altri. Il silenzio vuol dire essere disponibili, comprendere le esigenze di chi ci sta attorno. Rispettare le opinioni altrui. Noi non ce ne rendiamo conto, ma è il silenzio che ci permette di trasmettere messaggi in modo molto più completo ed efficace
che con le parole.
"Come tutti i colori sono presenti nel bianco che riflette tutta la luce, così c'è un silenzio tanto pieno da contenere tutte le parole"(Louis Lavelle) esprime proprio ci ò che ho appena detto. La completezza di ogni comunicazione può essere raggiunta solo con il silenzio.
Il silenzio ha anche altre valenze: infatti è fondamentale, prima di parlare, tacere. Prima di aprire bocca, pensiamoci su. Analizziamo se ci ò che stiamo per dire potrà avere effetti negativi. E poi parliamo. Perché il più delle volte, dopo aver detto qualcosa, ci si pente. Ecco, cerchiamo di evitare, e cerchiamo di riflettere.
Il silenzio può anche fare paura. La nostra è una società di rumore, una società di informazioni e di messaggi audiovisivi, di caos, di stress. Noi ci siamo abituati a questa società, siamo abituati a parlare; e perciò, ritrovarci in silenzio, di fronte a noi stessi, ci può fare paura. Ci può fare paura fermarci a meditare su ciò che ci è successo in una frenetica giornata. Ci può dare fastidio fermarci a pensare sugli errori che abbiamo commesso, e perciò non lasciamo mai spazio al silenzio.
"Difficile è vivere con gli uomini, perché tacere è così difficile" (Friedrich Nietzsche). Concordo in pieno col filosofo tedesco: l'obiettivo pi ù grande secondo noi è saper parlare bene. Noi parliamo, parliamo, parliamo; ma in fondo, è davvero quello di cui abbiamo più bisogno? E' proprio necessario, per vivere con gli altri, parlare sempre? Secondo me un sordomuto riesce a cogliere il vero senso delle cose pi ù di noi. Pensiamo di essere fortunati a non portare quei tipi di handicap: la parola è troppo importante. Invece è molto meglio per il corpo e lo spirito, per esempio, affacciarsi al balcone, di notte, sedersi, e contemplare il cielo, la luna, le stelle. E' uno spettacolo che molta gente, esausta e stressata dal lavoro e dalla frenesia, non ha il tempo di godersi. E a quel punto dico: beato il sordomuto.
Per finire, vi propongo una poesia di Antonella Lucato, che a mio avviso è il succo del significato del silenzio:


L'arte di tacere
Tacere e' un'arte
Parla solo quando devi dire qualcosa che vale piu' del silenzio.
Esiste un momento per tacere, cosi' come ne esiste uno per parlare.
Il momento di tacere deve venire sempre prima.
Quando si avrà imparato a mantenere il silenzio, si potra' parlare rettamente.
Tacere quando si e' obbligati a parlare e' segno di debolezza,
ma parlare quando si dovrebbe tacere indica leggerezza e scarsa discrezione.
E' sicuramente meno rischioso tacere che parlare.
L'uomo e' padrone di sè solo quando tace:
quando parla appartiene meno a sè stesso che agli altri.
Quando devi dire una cosa importante, stai attento:
dilla prima a te stesso, poi ripetila,
per non doverti pentire quando l'avrai detta.
Quando si deve tenere un segreto non si tace mai troppo.
Il silenzio del saggio vale piu' del ragionamento del filosofo.
Il silenzio puo' far le veci della saggezza per il povero di spirito.
Forse chi parla poco e' un mediocre, ma chi parla troppo
e' uno stolto travolto dalla voglia di apparire.
L'uomo coraggioso parla poco e compie grandi imprese:
l'uomo di buon senso parla poco e dice sempre cose ragionevoli.
Siate sempre molto prudenti, desiderare di dire una cosa
e' spesso motivo sufficiente per tacerla.

Sofia S.