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Lettera dal Cardinale Vicario ai Parroci per l'attuazione del Convegno Diocesano 2010
4. Le celebrazioni domenicali dell’Eucarestia avvengano con il massimo decoro, evitando l’errore del ritualismo e assicurando le condizioni più efficaci. Ne richiamo alcune che sembrano indispensabili: a) ogni celebrazione sia una vera esperienza di preghiera, educando pazientemente i fedeli al senso del sacro, alla consapevolezza che per entrare nel mistero c’è bisogno di silenzio, raccoglimento, concentrazione su ciò che avviene. E’ molto opportuno che, almeno 5 minuti prima dell’inizio della celebrazione, vi sia una guida che con parole opportune susciti il raccoglimento; oppure che l’organo con una musica adatta prepari l’assemblea, o anche si reciti qualche preghiera introduttiva, ecc. Siano assicurati poi i tempi di silenzio previsti come momenti di interiorizzazione: all’atto penitenziale, dopo la liturgia della parola, dopo la comunione. b) Il popolo sia educato a sentirsi protagonista della preghiera attraverso le azioni che gli competono: i gesti, il canto, la preghiera universale, il rito delle offerte, la processione alla comunione, ecc. c) Speciale cura si abbia alla liturgia della Parola. Si ribadisca di continuo che la comunità radunata per celebrare i divini misteri è “una comunità in ascolto”. La proclamazione della Parola di Dio non può essere affidata al primo che capita. Deve essere proclamata da chi è in grado di farlo bene, perché l’assemblea riconosca che quella Parola ha una forza intrinseca. d) Mi permetto di invitare tutti i sacerdoti a curare molto l’omelia. La decisiva importanza di essa per i frutti della celebrazione non sfugge a nessuno. e) Anche il canto, soprattutto nelle celebrazioni dell’Eucaristica domenicale, ha una funzione importante. Auspico che in ogni parrocchia vi sia un coro degno, affidato alla guida di una persona competente, impegnando – se necessario - anche un pò delle risorse del bilancio parrocchiale. f) Il gruppo liturgico. Al Convegno il Santo Padre ci ha detto: “Esorto tutti a curare al meglio, anche attraverso appositi gruppi liturgici, la preparazione e la celebrazione dell’Eucarestia”. Ci vogliono buoni collaboratori: lettori, accoliti, ministranti, cantori, animatori liturgici. Preziosa è anche la collaborazione delle Suore e di altre consacrate. L’Ufficio liturgico del Vicariato offre un corso nelle prefetture, secondo un calendario concordato. g) Non ci si stanchi di inculcare nei fedeli la puntualità, confidando che quanto più essi percepiranno nella celebrazione la presenza viva del Signore risorto, tanto più crescerà, di domenica in domenica, il bisogno di esserci sempre e fin dall’inizio. h) Sarebbe opportuna una riflessione sul numero delle Messe, tenendo conto sia di quelle celebrate nelle chiese e parrocchie vicine, sia dell’intervallo dell’orario di inizio tra una celebrazione e l’altra, che dovrebbe essere almeno di un’ora e mezza.
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