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Ecco la traccia di un incontro tenuto con i giovani il 13 marzo 2012:

 

Guida spirituale?

 

A cosa mi serve?

- a conoscere più chiaramente la volontà di Dio e la verità su di me.

- a progredire nella preghiera. Per questo occorre un maestro.

- ad ascoltare una voce affidabile tra le mie molte voci interiori (sentimenti, coscienza, immaginazioni, il nemico, la comodità, la vanità, l’orgoglio, ecc.)

- a vedere chiaro: nessuno può avere chiara visione di se stesso senza “uno specchio”.

- a non essere solo nel combattimento interiore e nel debellare gli inganni del demonio.

- a darmi fecondità. Siamo terra incolta, grembo sterile (l’anima è femmina); la vita nuova richiede una dinamica propria; … ad aprirsi l’uomo o donna “vecchi”, per far entrare la parola divina.

 

Cosa non è:

- un amico che mi da forza, compagnia, sicurezza. E’ uno strumento dello Spirito Santo. Un fratello maggiore, navigato nelle acque del combattimento spirituale. Rapporto asimmetrico.

- uno che mi manipola: sta davanti a me, di fronte a me, per aiutarmi ad essere me stesso. Fa maturare la mia preghiera, il mio discernimento, mi difende da me stesso. Un altro io che conosce me quanto me. Una garanzia per mantenermi libero. Un artista che ancora non sa cosa dovrà fare di me.

- non è un professionista: un uomo di Dio, che lo stesso Dio mette sulla mia strada, un “buon pastore” che prega per me, si fa carico di me, che non ha nessun interesse su di me al di fuori della volontà di Dio. Per lui siamo un sovraccarico: non appesantire il fardello che siamo più del necessario (essere semplici, diretti, concreti, evitando attaccamenti affettivi e perdite di tempo).

- non è un matrimonio: è uno strumento “divino” ma che si può cambiare liberamente (se Dio lo vuole).

- non è una persona “per farmi stare bene”; a volte persino mi dovrà far stare male. E’ una forgia.

 

Come trovarne una?

- Occorre fare discernimento per vedere chi t’invia il Signore.

- Pensa ai sacerdoti che conosci e che sono a portata di mano; chi ti sembra uomo di Dio (parla di Dio, parla con Dio, sapiente delle cose di Dio … e degli uomini).

- Meglio uno vicino di uno lontano, meglio se conosce me ed il mio ambiente.

- Inizia confessandoti da lui e a farti conoscere (chi vuole fare solo la confessione ha diritto a mantenere l’anonimato). Incomincia a dire il tuo nome e a parlare non solo dei peccati: parla dei tuoi sforzi nella preghiera e nel discernimento. Chiedi qualche consiglio e mettilo in pratica. Se le cose vanno bene, con naturalezza un giorno potrai dire: vuole essere la mia guida spirituale?

- La direzione spirituale è spesso legata al sacramento della confessione anche se ne è distinta per natura. Basti accennare che ciò che viene detto nella confessione non può essere "materia" per la direzione spirituale… anche se il direttore ed il sacerdote sono la stessa persona. Solo il diretto può sciogliere questo vincolo e chiedere di "utilizzare" ciò che viene detto nella confessione per la direzione spirituale.

- Lungo la vita si possono avere diversi direttori o guide spirituali, ma al massimo un “padre” spirituale: colui che ci ha fatto nascere come persone spirituali, facendo di noi persone nuove.

 

Come si fa:

- E’ inutile averla se non abbiamo fede, se non abbiamo intrapreso la strada del combattimento contro l’amore di sé che è la “grande idolatria”. Inutile se non lavoriamo perseverantemente nel discernimento interiore.

- Occorre essere trasparenti, sinceri, semplici, ma senza allungarsi: bisogna perciò preparare il colloquio nella preghiera per essere capaci di dare una visione realistica dello stato della nostra anima.

- Devi essere pronto a dire di te tutto quello che “non vorresti nessuno sapesse”.

- Parla della tua preghiera, dei tuoi sentimenti, dei tuoi pensieri, dello studio o lavoro, dei progetti, della affettività e dei sentimenti che provi; dei tuoi limiti e paure. Di come usi il tuo tempo e i tuoi soldi, della tua bellezza, dei tuoi doni migliori. Di come vivi i tuoi limiti. Gioie e tristezze, problemi e ostacoli. Su cosa hai fatto in concreto per il bene del prossimo, cercandone i motivi.

- Parla soprattutto di quello che ti sembra Dio ti dica attraverso la preghiera e la tua coscienza, di quello che ti inquieta, di quello che ti toglie la pace. Parla sinceramente delle tentazioni che provi, anche se non ti hanno travolto. Anche di quelle cose che non sai se sono tentazione oppure no.

- Ordinariamente ti darà un suggerimento, un compito da svolgere, qualcosa da tenere bene in mente. Conserva anche per iscritto queste parole come dette a te dallo Spirito Santo. Qui sta il segreto di tutto.

- Dì al tuo direttore di non temere di parlarti chiaramente e con fortezza, senza timore di ferirti. Docilità, obbedienza, meditando dopo il colloquio su quanto ti è stato detto, chiedendo grazia alla Madre di Dio.